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Conserve Sott’Olio

Prelibatezze prêt-à-porter

Se sono buone, fatte bene, fatte in casa, con ingredienti di prim’ordine, le prelibatezze sott’olio completano in modo ideale arrosti freddi, salumi e formaggi. Pane, un buon bicchiere… e il gioco è fatto.

Il segreto di una buona giardiniera sott’olio è la dolcezza. Ovvero la tecnica utilizzata per preparla per la conservazione non deve aver ucciso gli ortaggi con troppa acidità. La cottura deve essere stata dolce e non deve aver compromesso la croccantezza e il colore.

Mazzetti di calvolfiore, falde di peperone dai colori brillanti, tozzetti di sedano, carciofi spaccatelli, carote dolci e tutti gli ingredienti saranno una tentazione irresistibile. Dovrete imporvi di smetterla di andare a caccia dell’ultimo ortaggio… così piccolo, in fondo!

Le stagioni in vaso

La giardiniera della tradizione emiliana è una vera tentazione e, tanto più, lo è quella di Lorenza Comelli, tirata col vino. È tanto celebre da aver prevalso sul nome della sua cucina.

Nel suo casale sull’Appennino Parmense, bollono i pentoloni, scorrono le pagine del ricettario, mentre i boschi cambiano colore per il passaggio delle stagioni. La giardiniera fiorisce in tavola quando l’inverno spegne le fronde e fa cadere le foglie; quando la neve ammanta tutto lasciandoci al calduccio, davanti al camino con un tocco di polenta fritta, una fetta di salame e un cucchiaio di Giardiniera Sott’Olio.

Se ne resta, vien buona anche d’estate quando il richiamo dell’aria aperta ci tiene lontani dai fornelli. Le conserve Giardiniera Sott’Olio & Co. sono pronte all’uso per sublimare il più povero dei piatti freddi.

Non solo giardiniera e tanta Biodiversità

Tre le prelibatezze sott’olio dell’Officina del Gusto ci sono tantissime preparazioni. I Carciofini sott’olio, delicati e dolcissimi, si sposano benissimo d’inverno con un un cucchiaio di gorgonzola e d’estate con una robiola o formaggi freschi.

Le conserve di Lorenza Comelli utilizzano presidi della biodiveristà. Questo è il caso delle celebri cipolline borettane sott’olio. Piccoli tesori della terra a indicazione geografica protetta, fin dal sedicesimo secolo dopo Cristo sono coltivate a Boretto, un paesino vicino a Reggio Emilia.

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